


Un sentito omaggio ai classici racconti gotici dell’orrore ed una originale rivisitazione delle storie di fantasmi, vampiri e lupi mannari: non a caso due dei protagonisti fanno di cognome Hawtorne e James ed il racconto di Sears James all’inizio è in pratica un rifacimento de Il giro di vite (The Turn of the Screw) di Henry James.
Dopo un prologo agghiacciante il ritmo del racconto cala vertiginosamente e sembra che l’autore proceda a vista, aggiungendo troppa carne al fuoco senza sapere come connettere il tutto, ma man mano che la piccola cittadina di Milburn inizia a ricoprirsi di neve, tensione e terrore aumentano sempre più, Straub collega perfettamente tutti i tasselli in maniera brillante, ed il finale è davvero memorabile.
Un gran bel racconto d’atmosfera che mi ha fatto venire voglia di vedere il film del 1981 che ha ispirato.