


Dopo che quella di William Peter Blatty ha inaugurato la serie di morti illustri del 2017, dopo l’interminabile e tristissima lista del 2016, mi sono finalmente deciso a leggere “L’Esorcista” che stava ad ammuffire sulla mia libreria insieme a centinaia di altre letture future che continuano ad accumularsi inesorabilmente.
Come ogni fan dell’horror, a meno che non abbia vissuto su di un’isola deserta negli ultimi 40 anni, ho visto il film e posso tranquillamente affermare che il libro che lo ha ispirato é notevolmente superiore. Una scrittura affascinante e piena di metafore che ti rende difficile smettere di leggere, tranne quando, come é capitato al sottoscritto, mentre nel romanzo il diavolo inizia a manifestarsi spostando oggetti nella casa della sventurata Regan Teresa MacNeil, la porta di un armadio chiusa a chiave si apre nel mezzo della notte con uno schiocco e corro ad abbracciare mia figlia facendo volare via il libro! XD
A parte questo, il racconto di Friedkin magari non farà paura quanto il film, avendolo già visto e mancando il fattore shock cinematografico che ha fatto odiare ad intere generazioni di lettori la zuppa di piselli, ma é sicuramente più disturbante: le descrizioni delle Messe Nere e la scena del crocefisso ti entrano nella pelle e sono davvero difficili da dimenticare, anche per questo cattolico molto poco praticante (quasi ateo ma che poi torna sempre all’ovile grazie a quella santa donna di sua moglie) che sta scrivendo questa recensione.
E il fatto che per buona parte del libro non sai se si tratti davvero o no di possessione demoniaca fino a quell'”help me” stampato come una stimmata sul corpo della bambina, ti lascia davvero a bocca aperta.
In sintesi, un gran bel classico che ha fatto la storia di letteratura e cinema dell’orrore ma decisamente non per tutti.