


Dopo 300 e più pagine di nostalgiche meravigliose ricostruzioni dell’America anni 60, un paio di brevi flash da incubo, una strizzatina d’occhio a Joyland che ho pure adorato, senza ancora aver capito dove il Re voleva andare a parare con questo racconto, l’Orrore con la O maiuscola esplode all’improvviso come una scarica di fulmini… letteralmente.
Praticamente Lovecraft incontra Mary Shelley ed il finale è uno dei più neri mai scritti da King.
Indimenticabile. 