


Un angosciante racconto breve dal Re dell’horror, che ha ispirato un bellissimo film del 2007 ed una orrenda serie tv fermatasi fortunatamente alla prima stagione, pieno di elementi lovecraftiani: il diario raccontato in prima persona dal protagonista e le letali creature provenienti da un’altra dimensione, alcune talmente disturbanti da far impazzire chi le vede, sono infatti topoi ricorrenti nei racconti del Solitario di Providence.
A questi King aggiunge una attenta ed arguta analisi sulle reazioni umane in caso di situazioni estreme e fuori dall’ordinario: anche qui c’è chi dà il meglio ed il peggio di sé, il gruppo di sopravvissuti prigionieri all’interno del supermercato non tarda a dividersi in due schieramenti, uno dei quali degenera rapidamente in una delirante congrega di fanatici religiosi assetati di sangue, mentre l’altro si rende presto conto che i loro compagni resi folli da terrore e claustrofobia sono un pericolo decisamente maggiore rispetto agli abomini in attesa nella nebbia.
Le disavventure di David Drayton e suo figlio Billy mi hanno appassionato e terrorizzato, essendo io stesso padre di una bambina di quasi quattro anni, mi hanno fatto divorare il libro in due serate e mi hanno spalancato davanti due lunghe notti piene di incubi, tuttavia (eresia!) questo è uno dei rari casi in cui preferisco di gran lunga la bersione cinematocrafica a quella letteraria che l’ha ispirata: il film del 2007 di Frank Darabont, creatore e showrunner della stagione 1 di The Walking Dead, è un truculento capolavoro, ed il suo finale molto più tetro e disperato rispetto a quello aperto e speranzoso del libro.
Una gran bella storia in entrambe le sue versioni, da leggere e vedere se siete patiti di orrori cosmici, weird e lovecraftiani, se siete facilmente impressionabili lasciate perdere.