Noir








“Fu in quel momento che l’uomoluna sbucò dalla porta e disintegrò i due succhiacazzi.”



Romanzo divertente e piacevole da leggere che mescola con ironia dissacrante tutti gli elementi tipici del genere noir ,un tizio qualunque ma con un passato burrascoso si ritrova in una situazione pericolosa a causa di una bionda mozzafiato, poliziotti corrotti, ecc., ed una ricostruzione storica accurata della San Francisco del 1947 a base di bassifondi, locali di malaffare, diners, night clubs, Chinatown e Dark Town.
Personaggi simpatici e ben sviluppati, la storia mi ha fatto ridere parecchio in alcune parti sboccate e non: a pag. 218 la proprietaria di un locale per lesbiche sfodera un monologo scurrile molto simile a quello di Jay quando incontra Dio alla fine di Dogma (1999) tanto per intenderci, ed i battibecchi amichevoli tra Sammy Due Dita e l’amico cinese Eddie Moo Shoes mi hanno ricordato parecchio quelli tra Jack Burton e Wang Chi in Grosso Guaio a Chinatown (1986).

Purtroppo in seguito all’introduzione della parte sci-fi con tanto di Roswell, Men in Black ed alieni dal grilletto nuclearizzante facile, il racconto degenera rapidamente in un folle misto tra una delle più deliranti e divertenti puntate di X-Files ed un cartone animato di Bugs Bunny, come candidamente ammesso dall’autore nella postfazione, per non parlare di un paio di evitabili scene raccontate dal punto di vista di un serpente.


Se Moore si fosse limitato ad una semplice parodia del noir questa sarebbe stata probabilmente una recensione da 4-5 stelle, comunque il suo stile mi è piaciuto parecchio e leggerò sicuramente altri suoi libri in futuro.


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