


Nulla da ridire sugli splendidi disegni, anche se a volte confondevo Steno con la madre e viceversa, ma i personaggi sono di una piattezza disarmante e la trama poco ispirata di questo manga nostrano è solamente l’ennesima e confusa distopia al neon, con qualche pizzico di Katsuhiro Ōtomo, Masamune Shirow, Mamoru Oshii e chi più ne ha più ne metta.
Tre stelle per l’impegno e la confezione, ma l’inno al capolavoro strillato in prefazione e quarta di copertina è secondo me una grossa esagerazione.