


Può vedere il portachiavi che tintinna e rimbalza contro la cintura del colosso. Può vedere una ciocca dei capelli castani di Allen che si allunga sulla nuca. Billy piazzerà il proiettile proprio all’altezza di quel ciuffo, in modo che penetri nel cervello, spegnendo il segreto che Allen ha tenuto per sé, nella speranza che rappresentasse la sua carta per uscire gratis di prigione.
Billy Summers è un sicario più furbo di quello che sembra con un codice morale: accetta solo incarichi in cui la vittima designata meriti davvero di morire.
«Si chiama Trilby, come il cappello», aveva detto Giorgio, poi, visto che Billy sembrava non capire di che cosa stesse parlando, era sceso nei dettagli.
«Non sparo a un uomo solo perché gli piace filmare la gente che scopa», aveva detto Billy.
«Neanche se quell’uomo filma adulti che si scopano bambini di sei anni?» era intervenuto Nick, e Billy aveva accettato l’incarico perché Karl Trilby era una persona cattiva.
Deciso a ritirarsi dal giro, Billy accetta un ultimo contratto dietro un compenso da capogiro, trasferendosi sotto la falsa identità di uno scrittore, impegnato nella stesura del suo primo romanzo, in una piccola città nel sud degli Stati Uniti, in attesa che il suo bersaglio venga condotto in tribunale ed al centro del suo infallibile mirino.
Ha svolto l’incarico, e non solo ieri. Erano tre mesi che lavorava per portarlo a termine, e pagando un prezzo personale molto più alto di quanto avrebbe immaginato. Gli è stata fatta una promessa, e chi è che non mantiene le promesse?
«La gente cattiva, ecco chi», dice Billy.
Pur fingendo dinanzi ai suoi clienti di essere non troppo sveglio e leggere solo fumetti, Billy è un lettore incallito, i suoi autori preferiti sono Thomas Hardy ed Émile Zola, ed ha accarezzato più di una volta l’idea di scrivere un libro sulla sua travagliata vita, così la copertura dell’assassino a pagamento si trasforma in qualcosa di più, e Billy, cecchino infallibile dal cuore di ghiaccio, inizia ad ammorbidirsi sempre più, finché l’incontro inatteso con la giovane Alice, vittima di uno stupro di gruppo, non darà una svolta inaspettata e definitiva all’esistenza di entrambi.
Billy scrive. La reazione di Alice gli ha dato la spinta. Non spreca troppe parole sul periodo di calma relativa tra aprile e novembre del 2004, quando dovevano conquistare i cuori e le menti della gente e non sono riusciti a fare nessuna delle due cose. Se la cava con pochi paragrafi e passa alla parte che gli fa ancora male.
Billy Summers di Stephen King è un thriller magistrale, praticamente un incrocio tra Léon di Luc Besson, Carlito’s Way di Brian De Palma, e The Killer di John Woo, che dopo un centinaio e più di pagine a dir poco lente, ma necessarie per definire il protagonista ed il suo mondo, ingrana una marcia dopo l’altra, trascinando inesorabilmente con sé il lettore fino a suo doppio, tragico, ed indimenticabile finale.
Billy telefona ad Alice. Non costringe Hank a dirle che è un miserabile pezzo di merda, perché quelle lacrime suggeriscono chiaramente che ne è già consapevole. Gli chiede solo di dirle quanto sia dispiaciuto per quello che ha fatto. Hank lo fa, e sembra sincero. Per quel che vale.
Billy si rivolge a Donovan. «E, adesso, a noi due.»
Avrei messo anche cinque stelle per lo splendido easter-egg di The Shining, ma avendo visto senza esagerare almeno un centinaio di volte i film sopracitati, le cui sensazioni ed atmosfere emanavano praticamente fuori da ogni pagina, colpi di scena e conclusioni non sono mai stati veramente una sorpresa per questo vecchio lettore e cinefilo incallito.
Bucky non sorride. «Non sei l’unica alla quale è successo. Io non sono superstizioso, ma non andrei mai in un posto dove sorgeva l’Overlook Hotel. Sono successe delle cose terribili in quell’albergo.»
Nonostante ciò, la storia di Billy e Alice mi ha appassionato fino alla fine e mi resterà a lungo nel cuore e nella memoria.
“«Niente affatto», dice Billy.
Lei gli prende una mano come se fosse la cosa più naturale del mondo, e si incamminano verso il furgone. «Anche questa giornata è stata speciale.»
«Mi fa piacere.»
Alice si volta verso di lui. «Sarà meglio che tu non ti faccia uccidere», dice, in tono quasi feroce. «Mi hai capito bene?»
«Non mi uccideranno», risponde Billy. «Okay?»
«Okay», concorda Alice. «Va bene così.»
Un gran bel romanzo del Re, fatelo leggere a De Palma o Scorsese e ne tireranno fuori un capolavoro.
Fa segno ad alice di abbassare il finestrino, quindi si sporge all’interno dell’abitacolo per darle un bacio su una tempia. «Voglio rivederti. assicurati che succeda.»
«Lo farò», dice Alice. Sta piangendo di nuovo. «Te lo prometto.»
«Okay.» Bucky si raddrizza e fa un passo indietro. «E ora andate a sistemare quel figlio di puttana.»
Ed io non vedo l’ora di vederlo e rivederlo.